Le personalità "costanti" nell'impresa

Nel periodo della scuola superiore scoprii che il classico “secchione” è una costante. In ogni classe esisteva il “sapientone” che, in buona sostanza, era colui che sapeva più di tutti e che, puntualmente, veniva deriso dai compagni meno studiosi.

Sebbene fosse il più solitario, e meno capace di creare legami interpersonali, l’atteggiamento del mio compagno non cambiò di una virgola. Lui era così, e non aveva intenzione di cambiare. Sapeva più di tutti, e non aveva timore di mostrarlo.

Ho sempre definito la presenza di certe personalità, in un qualsiasi gruppo di persone, una “costante”. Ed oggi, nella vita d’impresa, rivedo alcune altri “costanti” che proprio non possono (e non vogliono) mancare…

Il sistema

Contro il sistema

I colleghi che vanno “contro il sistema”, per dirlo alla mia maniera, sono persone particolari, e che ogni impresa solitamente ritrova nel proprio organico.

Essi si contraddistingono per un atteggiamento particolare, e che denota una chiusura anche totale, se non per alcune specialità tipiche della loro personalità, tra le quali; lamentele, critiche e negatività.

A loro piace così. E pensano serva.

Sono colleghi che non digeriscono il proprio mondo lavorativo, e che non hanno intenzione di celare la propria identità. Il più delle volte l’astiosità del sottoscritto è talmente palese da risultare vincolante. Altre volte il loro disappunto si cela sottoforma di discussioni infinite circa le capacità del proprio leader.

Persone contrarie, a tutto ed a tutti.

rabbia

L'incapacità emotiva

Per anni ho sopportato la presenza di questa tipologia di colleghi. Non intendo farne segreto. E se la vostra idea è quella di creare una squadra di lavoro affiatata, beh, sappiate che questa tipologia di colleghi vi darà un gran da fare.

Sembrerà quasi che qualsiasi cosa facciate, nel bene o nel male, non sia accettabile. E sappiatelo, non avranno alcuna intenzione di mollare la presa perchè per loro, mostrare il proprio malcontento, è un piacevole esercizio di stile.

In realtà, cosa che ho capito nel corso della mia carriera, anche questi colleghi hanno un potenziale da esprimere, ma la loro incapacità emotiva sarà uno scoglio duro da affrontare.

contro l'impresa
persone difficili
La negatività

Dovrete affrontare la negatività

Se vi ritrovate, ahimè, a dover gestire un collega che sembra totalmente “contro il sistema” sappiate che un rimedio esiste, ma non sarà tutto così semplice.

La prima cosa da imparare, con questa tipologia di colleghi, è che essi hanno una insoddisfazione repressa, e che essa va scovata ed analizzata.

Che provenga dalla loro sfera lavorativa è palese, anche se, una volta interrogati, i sottoscritti faranno finta di nulla. Lo dico per esperienza. Se chiederete loro «Qualcosa non va?» li vedrete cadere dalle nuvole.

«Io?»

Anche le persone negative vanno gestite. E velocemente.

La mia verità è che purtroppo può esistere, in ogni gruppo di lavoro, una persona insoddisfatta. È anche vero che ogni leader fa fatica ad accontentare tutti, e perciò può accadere che vi siano colleghi totalmente contrari a ciò che li circonda, soprattutto se il leader non è un rinomato psicologo.

In realtà le personalità del tipo “contro il sistema” raccontano di un ambiente lavorativo poco comunicativo, dove non si ha il coraggio di affrontare il vero problema.

Nella testa di queste persone non esiste dialogo, e pertanto rimangono imbronciati a coltivare il proprio rancore. Diventano così persone negative, e difficili da gestire. Ma vanno gestite. E velocemente, onde deteriorare l’entusiasmo del gruppo.

Il silenzio deleterio

I figli della pazienza in azienda

I colleghi che sono contrari al sistema azienda sono inevitabilmente “figli del silenzio del leader”. Questo è ciò che ho imparato. Essi vivono nel silenzio diffuso, e nel concetto che “sopportare è più facile che affrontare”.

È capitato anche a me di non aver voglia di interrogare un collega insoddisfatto, ma poi ho scoperto che sbagliavo. Questo genere di persone vivono proprio grazie al silenzio di coloro che dovrebbero gestirli.

Sono il risultato di un sistema poco comunicativo, e traggono beneficio da coloro che passano, ma non vedono. E così prendono forza, e continuano con il loro deleterio lavoro quotidiano.

«Tutto sommato perché cambiare, se nessuno dice loro che ciò che fanno non va bene?»

da negativo a positivo

La determinazione di un leader

Il  mio consiglio, nella gestione di queste personalità, è quello di affrontare la questione mettendo sul piatto le difficoltà emotive nella gestione di questi colleghi. Se guardo al mio passato è stato molto utile chiarire che «È troppo difficile gestire coloro che sono sempre negativi» oppure che «Non ho bisogno di qualcuno che remi contro!».

Sebbene sembrino frasi molto “crude” sappiate che, in realtà, dialogare con coloro che sono sempre poco coinvolti (i negativi sono sempre poco coinvolti nelle decisioni del gruppo) servirà anche al leader del gruppo. Potremmo scoprire come, queste persone, se coinvolte, possano diventare molto utili.

Il problema è che spesso “guardare ma non vedere” può sembrare un soluzione, ma se volete veramente cambiare le cose servirà ben altro.

Coinvolgete coloro che sembrano contrari, ed ascoltate le ragioni del loro malcontento. State loro vicini, chiarendo la vostra posizione sempre. Capirete come, anche con le persone più negative, possa esistere una via d’uscita. Non accettate i comportamenti deleteri, e non fatene segreto mai.

Con queste persone occorre chiarezza, sempre. È importante andare oltre il perbenismo, affrontando in maniera chiara la difficoltà nella gestione di una negatività palese. Siate chiari, ad ogni costo, e coloro che prima vi osteggiavano diventeranno i vostri più accaniti sostenitori.

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