Fare squadra non è così semplice. Servono persone, sistemi e condivisione

Nelle PMI è spesso troppo difficile trasformare i propri collaboratori in una squadra “di fatto”.

Molti pensano, e poi dicono, di avere affianco una squadra coesa. Spesso però, al primo segnale negativo, ecco la barca incrinarsi, e la loro convinzione venire meno. Ci si accorge troppo tardi di avere accanto persone che vivono la collaborazione solo come interesse, e non come miglioramento.

E così, da millenni, nelle imprese italiane avere una squadra affiatata non è sempre così facile. Ancora più complicato diventa il tema se parliamo di reparto di produzione. Qualcuno dà la colpa al livello di istruzione, che nei reparti produttivi spesso è latitante. Alcuni ipotizzano si tratti di una forma mentale di propensione alla razionalità. Sembra ci sia poco spazio per le tematiche di empatia e leadership tipiche dell’emotività. Qualcuno parla di età anagrafica, altri di passione.

I meno, ma sempre più convinti, liquidano la questione con un bel “Ma cosa vuoi che capiscano quelli giù in officina!” che, ovviamente, la dice lunga.

Chi siamo

Siamo ciò che facciamo

Io, che negli anni ho vissuto la coesione anche a livello produttivo, ho una teoria molto personale.

Rimango convinto che la variabile fondamentale per capire i propri collaboratori risieda nel modo di guardare al loro lavoro. Cercherò di essere più chiaro.

Come vede il mondo un operaio in produzione?

Io credo che un lavoratore abituato alla manualità ed alla concretezza, abbia una visione diversa rispetto ad un manager imborghesito. I manager guadagnano il proprio pane digitando tasti ad un pc, oppure dialogando apertamente. Ma in produzione le cose non funzionano così.

digitalizzare lavoro

La razionalità del produrre

Un aspetto che mi ha sempre affascinato delle persone che “producono”, è che essi trovano azzeccata la frase « Produco perciò guadagno ». Il lavoro manuale, o su di un macchinario, viene vissuto come l’unico modo per guadagnarsi lo stipendio mensile.

miglioramento

Se il paradigma “faccio perciò ottengo” diventa la regola fondamentale nell’analisi della mentalità di un “produttivo”, allora occorre chiedersi…

  « Come promuovere la collaborazione tra persone prettamente razionali? »

Un tema sempre molto affascinante, e che merita un approccio diverso rispetto a quanto proposto finora.

La motivazione spesso risulta inutile per gli operativi

Il grande errore di coloro che pensano che la motivazione sia la chiave per la collaborazione, è dimenticare la mentalità di chi ci sta accanto. Migliorare una squadra di lavoratori solamente con la motivazione, oppure l’empatia, oppure la leadership, sarebbe tempo perso.

Come detto prima il personale operativo, se non abbinato ad un riscontro oggettivo, non accetterà mai il cambiamento. Lavorare emotivamente su un operatore razionale è, a mio avviso, un grosso sbaglio. Vogliamo che i nostri collaboratori si aiutino, ma dimentichiamo chi sono, e come vedono il loro mondo.

impresa motivata
Concretezza

Migliorare concretamente, con meno teorie

Il motivo per il quale i corsi motivazionali su operatori macchina durano giusto il tempo di una bella giornata di sole è proprio questo. Eppure in pochi lo capiscono.

Se si vuole fare squadra, e la si vuole fare nel proprio reparto produttivo, il mio consiglio è quello di iniziare da pochi passi concreti, ma che siano reali. Non parlo di teorie, ma parlo di miglioramento tangibile, e che risulti utile.

Un altro sistema intelligente riguarda la possibilità di far partecipare tutti i lavoratori al processo produttivo. Un tema, questo, che ho sempre promosso con determinazione.

Il digitale avvicina le persone

Una grossa fetta del mio lavoro consiste nel far partecipare al processo produttivo quante più figure aziendali possibile. Tale sistema è in grado di suddividere la responsabilità dell’iter su più collaboratori, il che crea, di fatto, una squadra motivata.

Nelle imprese nelle quali opero il sistema produttivo è la risultante di un sistema digitale e condiviso, il che genera la coesione di ogni figura lavorativa. Sia della produzione che della linea dei manager.

Se tali dati poi, sempre nello stesso strumento, vengono condivisi tra i “sostenitori” del ciclo produttivo, sarà semplice studiare ed inventare soluzioni, che portino al miglioramento di ogni reparto.

Un sistema digitale, ma non per questo insensibile. L’emotività viene appunto da coloro che gestiscono il processo, e che devono essere in grado di traghettare lo strumento attraverso un utilizzo consapevole ed intelligente.

Insomma, come spesso accade, la digitalizzazione è in grado di creare il modo, ma il resto rimane in mano a coloro che scelgono di perseguire il miglioramento. Persone e sistemi si uniscono, e spesso riscontro una coesione migliore perché proveniente da un’innovazione diffusa, e che è di aiuto per chi vuole emergere in ciò che fa ogni giorno.

Insomma, una vera e propria squadra digitale

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