Un problema nel problema

Molti manager, nella guida del proprio gruppo di lavoro, si ritrovano spesso a dover prendere decisioni difficili. Una di queste, per esperienza, è quella di dover licenziare un collaboratore.

In Italia, per una media impresa, il tutto è abbastanza complicato. Le uniche possibilità per allontanare un collaboratore indesiderato sono sostanzialmente due. Un accordo economico, nel tentativo di invogliarne l’uscita, oppure una serie di richiami che, spesso, sono impugnati e rivisti. Una strada, la seconda, che mi sento ampiamente di sconsigliare, in ogni caso.

condividere, non licenziare
La condivisione

Condividere è meglio che dividere.

Un gruppo guidato da un leader ha già imparato l’arte della condivisione. Ecco perché situazioni del genere accadono raramente, dove i manager mostrino capacità di leadership, integrate ad un ambiente lavorativo sereno.

La verità è che nell’analisi di un collaboratore riluttante, e difficile da gestire, guardiamo sempre al risultato. La domanda che dovremmo porci, di fronte all’ennesimo manager che voglia allontanare un collaboratore è

  « Come siamo arrivati fin qui? »

Il risultato è la conseguenza delle nostre azioni

Accadde nella mia carriera quando un collega Responsabile venne ad esprimere alcune rimostranze nei confronti di un lavoratore del proprio team. Sapevo che, in un gruppo affiatato, è raro che due componenti litighino, arrivando perfino a proporre l’estraniazione dell’altro.

In una squadra motivata, pensai, il leader decide la direzione, ed i membri lo supportano a dovere.

«Ma perché non sempre? »

La verità è che per molti collaboratori “eletti” manager, diventare leader è molto difficile. Il nuovo ruolo, sebbene sembri esclusivamente una mansione operativa, nasconde una capacità mentale diversa, e quanto mai vitale.

Un vero leader non proporrà mai licenziamenti, in quanto saprà gestire le dinamiche del gruppo in maniera serena, tramite la condivisione. Una collaborazione fatta di molte discussioni magari, ma sempre positiva e benefica. Nel lavoro di un manager, che sia un capo-reparto, oppure un Responsabile di funzione, risiede una componente legata al mondo emotivo, che deve essere capita.

Le dimissioni

Sceglieranno di andarsene

In un gruppo guidato da un leader capace le persone si dimettono, non vengono licenziate. Ciò deve accadere raramente, ma è possibile. Esiste qualora le due mentalità, collaboratore e leader, non siano allineate, ma il tutto deve avvenire in maniera serena.

Un leader è in grado di trasmettere la propria insoddisfazione, sa parlare, e soprattutto sa condividere le proprie necessità ed aspettative. Qualora non fossero soddisfatte, sarà il collaboratore a volersi estraniare dal gruppo aziendale.

Nella mia esperienza ho assistito a collaboratori dimissionari, con i quali ho mantenuto un bellissimo rapporto.

licenziare da leader

Una mentalità da poter scegliere

Ciò che ho sempre suggerito è di perseguire una mentalità ben definita, e lasciare a bordo coloro che decidono di prenderne parte. Tale partecipazione deve essere vissuta come una scelta personale, mai imposta. Ecco perché esiste il caso nel quale un collaboratore non voglia far propri i valori e le modalità aziendali. Niente di trascendentale.

Una scelta di vita, niente più.

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