Serviranno altri Leader

Ad un certo punto, in una piccola media impresa, arriva sempre il bisogno di generare altri Leader.

Ce ne accorgiamo quando tutto pesa sulle nostre spalle, oppure quando le persone che abbiamo definito come “responsabili” cominciano a comportarsi come fossero generali tedeschi, più che Leader motivanti. Vorremmo tutti qualcuno al nostro fianco che sia come noi, che decidesse secondo la nostra stessa logica mentale. Ed invece, guarda caso, chi abbiamo scelto ed elevato a superiore, proprio non riesce.

E così, spesso, un imprenditore è costretto a fare marcia indietro. È sempre lui a metterci la faccia, anche quando non dovrebbe.

Leader

Il malumore dilagante

Quando, un imprenditore che sappia essere Leader sceglie di delegare la Leadership per un determinato contesto ad un collaboratore, spesso è un dramma. Si percepisce dal malcontento degli operatori, e dalle lamentele che spesso, chissà come, arrivano alle orecchie del titolare.

« Quello non è capace » oppure « Mi ha detto così… » e storie simili. Un vero e proprio disastro relazionale, potremmo dire.

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Questo è quello che accade spesso nelle PMI italiane, in uno scenario nel quale è già molto difficile, per nostra natura, arrivare al momento della delega. Figuriamoci andare oltre, fidandosi ciecamente.

La verità, per come la vedo io, è che spesso il concetto di Leadership non è trattato come una competenza, ma come qualcosa che c’è, ma non esiste. Si pensa sempre che essa possa essere imparata sul campo, ed in parte è vero, ma non senza strumenti.

« Ma che strumenti abbiamo per insegnare leadership? »

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Gli strumenti per una buona leadership

Anche la leadership non si può improvvisare, come poco a questo mondo.

Io, nella mia esperienza, posso assolutamente condividere il fatto che la leadership va insegnata, come ogni altra disciplina. Tuttavia, trattandosi di una materiale “immateriale”, ciò che serve non sono carta e penna, ma alcune doti fondamentali, insite nella natura umana.

La mentalità e l’ascolto.

Con queste due variabili chiunque, sempre che ne abbia le doti emotive di base (se è un razionale puro sarà difficile) potrà imparare ad implementare nella propria testa alcune capacità che non sapeva di avere. Riuscirà, inoltre, a cominciare a ragionare come il proprio superiore, diffondendo idee e valori propri di chi lo ha sempre diretto.

In primis, la mentalità, riguarda lo schema mentale con il quale, il nostro superiore, analizza i problemi. In poche parole è la sequenza mentale che egli mette in campo nella risoluzione di una controversia, e l’insieme dei valori cardine per questo individuo. Essa nasce da una semplice domanda

« Ma come farebbe lui al posto mio? »

Riuscire a rispondere correttamente a questa domanda, significa essere entrati nella testa di chi ci dirige, senza per forza averlo affianco. Come tutte le cose servirà una sorta di “rodaggio”, ma se la persona affianco saprà accettare uno schema d’agire diverso dal proprio forse, dico forse, saprà diventare un Leader.

Ascoltare sembra facile, ma non lo è mai.

Molti aspiranti Leader si perdono nella convinzione che dirigere sia facile, sbagliando nettamente. Si buttano a capofitto nei problemi, inventando e scardinando di continuo il modus operandi aziendale. Spesso cadono vittima di una fretta nel dimostrare le proprie capacità non sapendo che, per le famose soft-skills, serve tempo, e tanta dedizione.

Io nella creazione di altri Leader ho sempre focalizzato l’attenzione sull’ascolto attivo.

Molti dicono di ascoltare, ma stanno solo aspettando di parlare.

— Fadini Alessandro, Temporary Manager

Proprio come un vero Leader occorre capire che sviluppare certe caratteristiche richiede tempo, e molta calma. Nessuna disciplina, specie se così complicata, può essere assimilata in pochi giorni. Ascoltare, cogliendo la matrice del problema, è un’arte che si affina col tempo. Perciò, il mio consiglio, è quello di accettare i primi momenti difficili, focalizzando l’attenzione sul recepimento attento di ciò che ci circonda, persone comprese.

Gli aspiranti sapranno essere Leader se riusciranno a vedere le cose allo stesso modo di chi li ha sempre diretti, ascoltando e decidendo in base ad uno schema mentale magari rivisto, e perché no, migliorato.

Come sempre, è tutta una questione di punti di vista.

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