Se i collaboratori sono felici si vede. E si sente.

Ho sempre pensato che una realtà imprenditoriale nella quale le persone sono serene, abbia capacità eccezionali. Molti titolari non sono di questo avviso, ma io credo sia un concetto sul quale focalizzarsi.

Ho sempre definito le aziende nelle quali i collaboratori faticano, e si lamentano, come SISTEMI INSOSTENIBILI.

Se nella vostra realtà accadono situazioni di questo tipo, forse una riflessione va fatta…

Ecco i punti cardine dei Sistemi Insostenibili.

Dare per avere

L'imprenditore ed i collaboratori agiscono secondo il criterio "dare per avere".

Solo per soldi

C'è sempre molta correlazione tra lavoro e guadagno economico, tanto da diventare una costante.

Turnover elevato

Ogni tanto un collaboratore se ne va, e non è facile trovare un sostituto.

Pochi eventi dopo lavoro

I collaboratori non partecipano, o solo se costretti, agli eventi aziendali.

Distacco percepito

C'è pochissima attenzione verso coloro che visitano l'azienda, si percepisce un forte distacco.

Mancanza di comunicazione

Poca comunicazione e condivisione, ognuno lavora per sè. Formazione di gruppi divisi di collaboratori.

Percepiranno il malcontento.

In ogni impresa le dinamiche appena elencate si percepiscono appena entrati in azienda. Come dico sempre sono i dettagli a fare la differenza, e questi raccontano molto di ciò che ci circonda.

Ne parlavo tempo fa con un collega imprenditore, passeggiando in azienda.

Restò stupito di come era stato trattato camminando tra i vari reparti. I collaboratori, tutti, gli esprimevano un semplice saluto di benvenuto, ma questo faceva una grande differenza. Arrivati alla fine dello stabilimento si girò verso di me esclamando…

‘ Incredibile, mi hanno salutato tutti. ‘

Come ogni imprenditore era una persona attenta, e non aveva mancato di esprimersi. Mi raccontò che non gli era mai successo. Spesso, diceva, come visitatore era stato ignorato, quasi come un saluto sembrasse l’invasione di una fantomatica sfera privata.

La serenità è la più potente arma di acquisizione della fiducia.

Un’ impresa serena, con collaboratori felici e motivati, conditi da un imprenditore visionario, è un terreno fertile per uno strumento fondamentale in azienda, la fiducia. Spesso ci si dimentica di quanto essa sia importante. Clienti, fornitori, banchieri, o anche semplici visitatori, percepiscono la fiducia al primo sguardo.

Il nostro occhio, entrando in qualsiasi ambiente, capta dettagli che decidono, per noi, se vale la pena fidarsi di chi abbiamo di fronte. Deriva dal nostro vissuto, e non ci è possibile sottrarsi.

Mi piace definirla Corrispondenza Mentale. Il nostro cervello, nella valutazione dell’ ambiente, ricerca modelli conosciuti e, trovandoli, scatena la sensazione di fiducia. In buona sostanza ricerchiamo ciò che noi siamo negli altri e, se esiste, ne usciamo fiduciosi e motivati.

Il sorriso ci dà fiducia.

Felicità e benessere fanno parte del nostro DNA.

Per una persona positiva, come lo sono spesso i “piani alti” aziendali, il sorriso è un importante veicolo della fiducia. Quando mi chiedono…

‘Come fai a lavorare con grandi aziende?’

la mia risposta è sempre

‘ È perché ragiono come loro.’

Un concetto che vale la pena di esplorare.

I nostri clienti, durante una visita aziendale, decidono velocemente se l’interlocutore è degno. Molto prima di quanto pensiamo. Spesso è un istinto irrazionale, ma guidato da ciò che essi vedono e percepiscono. D’altro canto…

‘Chi non si fiderebbe entrando in casa propria?’

” Se volete grandi clienti ragionate come grandi persone. “

— Fadini Alessandro, Temporary Manager

E così, al termine della passeggiata...

Il visitatore che mi accompagnava restò sbalordito da quanto accaduto, come fosse un marziano sceso sulla Terra. La verità, per come la vedo io, è che si fa ancora molta fatica a ragionare in questa maniera.

Siamo troppo spesso vincolati allo schema vendita/prezzo, per accorgersi che essa è costituita anche da altri fattori. La fiducia, ad esempio, citata prima, è un’arma molto potente nella mani di un imprenditore. Fa parte di tutte quelle cose che non si possono spiegare,  ma che derivano da un sistema di fare le cose “diverso”.

Su questo tema occorre lavorare ancora molto. Pensiamo, come titolari, di poter schiavizzare gli operai, senza accorgersi che tutto questo ha ripercussioni deleterie sulla nostra reputazione. E quella non te la leva più nessuno. La reputazione è un macigno spesso più importante di qualsiasi altra cosa. Spesso ciò che gli altri pensano è più forte perfino di ciò che essi spendono.

È sempre così. Una questione di idee, di motivazione, ed anche di tanti dettagli.

Per saperne di più

Vorresti applicare anche nella tua impresa questa nuova mentalità?

Clicca qui