Ecco a cosa servono i parametri prestazionali.

Scrivo questo articolo in risposta ad un gentile collega che un giorno mi chiese…

" Ha senso mostrare i dati prestazionali di ogni collaboratore? "

— Un collega dubbioso

Stava passando di fianco ad una bacheca digitale sulla quale, accanto al nome di ogni collaboratore, corrispondeva una cifra riguardante la propria Efficienza Personale.

Su questo tema credo serva una grande riflessione, in azienda come nella vita. Oggi la digitalizzazione ci permette di avere una grande quantità di dati…

‘ Ma che farne? ‘

Per quanto riguarda la vita imprenditoriale ogni giorno i dati analitici servono per analizzare il mercato, oppure i flussi finanziari, per citare alcuni casi. Poche realtà li utilizzano per analizzare e valutare le prestazioni dei propri collaboratori. La verità è che è difficile parametrizzare il lavoro dei collaboratori, tuttavia è anche vero che non è sempre così.

Nelle aziende manifatturiere, ad esempio, definire l’ operato di un collaboratore non è impossibile, anzi, è molto più semplice di quello che si pensi. Ovviamente, occorre un sistema. La stessa cosa si può dire per l’ ambito commerciale o finanziario. Sempre di dati si sta parlando.

Alla base di questo concetto, in risposta alla domanda del collega, cito una frase che ho fatto mia, ed essa è diventata il mio mantra

” Attribuite ai collaboratori un valore, ed essi lo miglioreranno. “

— Fadini Alessandro, Temporary Manager

Un semplice esempio tratto dalla vita di tutti i giorni

Per capire il vero motivo per il quale un Imprenditore, o un Manager, o un Responsabile, dovrebbe condividere i dati prestazionali proviamo a calarci nella realtà di tutti i giorni.

‘ Quanto impiegate per andare al lavoro? ‘

Una semplice e banale domanda alla quale pochi sanno rispondere con un parametro REALE. Dieci minuti? Sessanta minuti? Centoventi minuti?

Pochi sanno rispondere a questa domanda perché a nessuno è mai venuto in mente di cronometrarsi, tuttavia una media esiste. È lo stesso tempo che intercorre dalla chiusura della porta di casa fino all’ entrata nello stabilimento produttivo. Tale tempo, in base alla media di tutti i giorni di lavoro, restituirà il vostro tempo medio di arrivo al lavoro.

Provare per credere

Il vostro cervello si chiederà come migliorare.

Se volete effettuare una prova reale, circa il vostro tempo medio di arrivo al lavoro, seguite queste semplici istruzioni.

Ogni giorno, chiudendo la porta di casa, avviate un cronometro. Fermatelo appena entrati in ufficio. Ripetete la stessa operazione per cinque giorni lavorativi. Sommate il tempo totale e dividete per cinque, ossia i giorni lavorativi.

‘ Risultato? ‘

Avete appena ottenuto il vostro tempo medio di arrivo sul lavoro. Ora, con il parametro ben chiaro, andate al lavoro una volta ancora.

‘ Siete stati più o meno bravi della media? ‘

‘ Siete stati più o meno efficienti? ‘

A questo punto, se siete esseri umani, il vostro cervello paragonerà il dato medio con l’ ultima prestazione. Se vi è andata male eccovi pensare…

‘ Cosa è cambiato? Cosa è andato storto? ‘

Al lavoro cambierà ogni cosa.

Questo semplice esempio, se collegato al tema lavoro, cambia diametralmente le dinamiche aziendali. Se esiste un sistema di controllo, ed esso è condiviso, le ripercussioni sul modo di pensare delle persone sarà sconcertante.

Il nostro cervello, prima assopito dalla quotidianità, comincerà una attenta analisi delle dinamiche che lo hanno portato alla definizione di quel dato analitico ed inconfutabile. Lo stesso concetto vale per mille altre situazioni, come ad esempio, il proprio peso corporeo.

‘ Come affrontereste il tema cibo, pesandovi ogni giorno? ‘

Il peso, come qualsiasi parametro prestazionale, non lascia scampo. Né dubbi. È concreto, è reale e non gli si può sfuggire.

Il mio sistema riporta la meritocrazia dove manca.

In Italia il concetto di diffusione dei risultati è ancora mal visto, ma presto le cose cambieranno. Il progresso, indubbiamente, sta portando ad una condivisione spinta, e ciò accadrà anche dentro le mura aziendali.

Il sistema che propongo va proprio verso questa direzione. Esso non si limita solo a condividere le prestazioni, ma è un vero e proprio strumento imprenditoriale di sviluppo condiviso. I dati possono esistere, ma anche venire costruiti. Non é questo il punto.

Il punto é che un metodo del genere cambia radicalmente il modo di ragionare l’ impresa. Un corto circuito positivo, non invasivo, e di sicuro impatto motivazionale. Il lavoro verrà visto come una opportunità, non come una costrizione.

Avremo così aziende più serene e più obiettive… e sicuramente più prestazionali.

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