Il mio primo cliente è proprio come me.

Mentre lo osservo parlare non posso che fare a meno che pensare che persone del genere stanno costruendo il proprio futuro. Non so perché tuttavia gli imprenditori che mi vogliono incontrare possiedono una caratteristica che ci accomuna, ossia la visione.

È una cosa strana da un certo punto di vista. Mi sento come di fronte ad una persona che sa già dove andare, ma che è troppo coinvolto per fare ciò che pensa. Una specie di pittore di fronte ad una tela, ma senza pennelli.

Essere un consulente e trovarsi di fronte un imprenditore con la “I” maiuscola è una gran fortuna per me. Certi imprenditori agiscono pensando di “provare”, ma in realtà sanno già che vorranno scegliere. Qualcosa li ferma, ma solo finché non accettano il rischio imprenditoriale.

I miei clienti

I miei clienti sono come me.

Non c’é alcun dubbio, i miei clienti mi assomigliano. Prima di essere imprenditori sono esseri umani, e sanno perfettamente di non essere perfetti. Sanno che dovrebbero migliorare, e sanno che esiste un modo. Deve esistere.

La cosa che più mi lascia incredulo è che sanno già cosa si dovrebbe fare. Lo ritrovano in un piccolo angolo della loro mente, accanto alle “cose che andrebbero fatte”.

Non posso che biasimarli. È impossibile fare tutto, e la quotidianità è spesso un temibile nemico. Nella mia carriera ho avuto validissimi alleati, ma non tutti hanno questa fortuna. E mentre mi parla non posso fare a meno di ripensare a ciò che ero.

E così eccoci a parlare come avessimo sempre lavorato assieme. Abbiamo passato le stesse difficoltà, e questo ci accomuna. Abbiamo entrambi una mente imprenditoriale. Me ne accorgo del fatto che parliamo poco del presente, concentrandoci sul futuro.

A volte mi sembra quasi di parlare a quel giovane ragazzo ambizioso che ero. Lo rivedo tutto indaffarato alla ricerca di una soluzione, incapace di comprendere cosa fare nel futuro. Lavoro di giorno e pensieri di notte.

Lasciate sempre la porta aperta al cambiamento.

La vera e propria svolta arrivò quando capii che non si poteva continuare così .

‘È così che vorrai vivere in futuro?’ mi chiedevo, e la domanda continuava sempre più a riempire le mie giornate. La quotidianità assorbiva gran parte delle energie. Nel profondo tuttavia c’ era sempre una parte di me che sapeva benissimo che era ora di cambiare.

Un giorno presi l’ occasione al volo, ed arrivò vestita da validissimo aiutante che risolse parecchi dei miei problemi. Avevo lasciato aperta una porta al miglioramento, ed arrivò proprio quando serviva.

Quello che sapevo è che senza una vera svolta non saremmo mai potuti svilupparci. Un imprenditore può andare lontano, ma se vuole farlo davvero si deve far aiutare. Da qualcuno di capace magari.

Ecco perché faccio ciò che sto facendo.

La mia nuova carriera lavorativa nasce proprio da questa necessità. Non è facile definirla in maniera ponderata, ma parlando con gli imprenditori sanno bene cosa intendo.

Se lo ritrovano in testa ogni qualvolta arriva l’ ennesima demoralizzante novità. La capiscono nel momento in cui non riescono più a gestire tutto, e sanno che basterebbe poco, e potrebbero cambiare il loro mondo. Sanno che si potrebbero risolvere i problemi, ma vorrebbe dire distogliersi dalla quotidianità. Vorrebbero avere più clienti ma sono sempre quelli a suonare alla porta.

” Essere imprenditori significa anche delegare, e delegare significa farsi aiutare. “

— Fadini Alessandro, Temporary Manager

A tutto questo esiste un rimedio. Non dico sia semplice, che sia chiaro. La semplicità per un imprenditore è un concetto abbastanza relativo, però di sicuro esiste un metodo. Io che ho vissuto lo sviluppo d’ impresa posso ammettere che si tratta di un passo entusiasmante, che porta con sé molta energia. È per certi versi un nuovo inizio, una nuova scoperta.

In ogni caso io ed il mio primo cliente abbiamo deciso. Ci proveremo. Anzi. LO FAREMO!

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