Siate decisi nel tener fuori chi si lamenta.

Chiusi la porta alle mie spalle e mi ritrovai faccia a faccia con un collaboratore che, fonti di corridoio, indicavano come “lamentoso”. Sono sempre stato contrario all’atteggiamento di chi si lamenta, senza fare qualcosa per migliorare la propria situazione, tanto da arrivare, già da parecchi anni, a bandire le lamentele.

Non ricordo il giorno esatto, ma so che una notte, pensando e ripensando a cosa mi dava più fastidio in azienda, ho deciso, e poi applicato, un DIVIETO DI LAMENTELA.

Fu una decisione epocale, perché al tempo si sapeva benissimo che tutto non poteva filare liscio.Occorreva tuttavia dare un segno tangibile di una nuova mentalità innovativa, che partisse proprio dal benessere delle persone, dall’ascolto, dalla condivisione e non dal silenzio.

Avrei potuto farne a meno, sopportando dicerie di persone “sbuffanti”, tuttavia non era quello l’ obiettivo. Volevo istituire un ambiente nel quale si vivesse in pace, lavorando bene. Era necessario far capire che ognuno, di fronte ad una avversità, esisteva una sola regola d’ oro… condividere.

Le lamentele

Contro ogni lamentela.

Quando parlo con i colleghi imprenditori, e sento che i loro collaboratori si lamentano, penso sempre che finché nelle imprese non saremo pronti ad ascoltare, ed attenti ad ogni dettaglio, difficilmente le persone smetteranno di lamentarsi.

Lo faranno solo nel momento in cui sapranno di avere un valido ascoltatore accanto, disponibile, attento ed interessato, cosa che manca tanto nelle aziende moderne.

" In questa azienda non conosciamo le lamentele. Da tempo non siamo più bambini. "

— Fadini Alessandro, Temporary Manager

E così, ad ogni colloquio con un candidato, rimarcavo il fatto che da noi non ci si poteva lamentare.

D’ altra parte ogni collaboratore aveva un proprio superiore che conosceva benissimo l’ antica arte dell’ ascolto. Di fatto lamentarsi, rimuginando senza parlarne direttamente con chi di dovere, non aveva alcun senso.

La nuova regola, diffusa per mezzo dell’ esempio e del dialogo, si propagò ai responsabili di reparto. Si creò così una mentalità attiva alla prevenzione della lamentela, in un mondo nel quale qualsiasi malcontento veniva discusso ed analizzato.

Non tutti lo capirono immediatamente. Era difficile poter pensare che ogni problema si poteva condividere con un Responsabile di reparto diretto, o con il Responsabile di Produzione. Alcuni provenivano da realtà nelle quali questo concetto era semplicemente fantascienza.

" Create una mentalità rivolta all'ascolto, e tutti vi parleranno dei loro problemi. "

— Fadini Alessandro, Temporary Manager

Ti sarai mica lamentato vero?

Il collaboratore di fronte a me aveva chiesto, tramite il proprio Responsabile, di potermi parlare. Da tempo che il collega serbava rancore.

‘Mi dicono che ti lamenti, è vero?’ chiesi.

Abbassò lo sguardo.

‘Già da un po’ di mesi mi sembra’ aggiunsi.

Il collaboratore ammise la cosa, parlando di un antefatto accaduto pochi mesi addietro. La discussione, assolutamente pacifica e scherzosa, si dilungò sul perché di tale malcontento. Sfociare poi nella motivazione per la quale il collega era rimasto in silenzio per parecchie mensilità.

‘Non lo so’ mi disse, ‘Non volevo disturbare’.

" A volte penso che imprenditori incapaci meritino solamente collaboratori silenziosi. "

— Fadini Alessandro, Temporary Manager

In ogni caso il motivo discusso era reale, ed era un vero problema. Una di quelle cose relative alla retribuzione, perciò da non sottovalutare.

Spiegai al collega che la nostra realtà basava la propria crescita sulla condivisione. I problemi, in aziende in forte espansione, esistono, ed esisteranno sempre.

Ma il punto vero riguardava il fatto che, chiuso nel silenzio, il problema aveva alterato la reale percezione delle cose. Il collega, da valido aiuto, era diventato nemico del sistema. Il tutto nato in primis da una mancanza di condivisione di un disguido. Non mi meraviglio, anzi. Gli errori esistono, direi che forse sono anche “normali”.

L' epilogo.

L’ obiettivo di una impresa che punta al successo è indubbiamente la creazione di una mentalità aperta di ascolto, condivisa da tutto lo staff. In questo modo le persone saranno più attive e partecipi, contribuendo al miglioramento continuo. Esse potranno esprimersi liberamente, condividendo dubbi ed idee, in un clima disteso e sereno di cui l’ imprenditore ne sarà il degno regista.

Se la mentalità è forte, e condivisa quotidianamente, ogni squadra si muoverà attorno ad essa. I valori aziendali verranno trasmessi costantemente, diventando legge. Senza proclami, senza battaglie e senza divieti.

Servono idee chiare… e pochissima paura di esprimerle.

Per saperne di più

Vorresti applicare nella tua impresa questa nuova mentalità?

Clicca qui