Liberatevi dall' abitudine di non decidere, il successo va rincorso.

Di tutte le cose che ho visto nelle PMI, penso che l’Immobilismo sia il tratto che più ritengo di non condividere. Capita spesso.

Ho visto imprese nelle quali si aspetta, perché decidere significa scomodare qualcuno. Ci sono realtà dove, per decidere, occorre avviare iter infiniti, motivo per il quale ad un certo punto fare qualcosa di nuovo non ha più molto senso.

Conosco realtà imprenditoriali nelle quali a decidere sono troppi, ecco allora accordi impossibili o tirannie improvvisate. Ho visto imprenditori ammalati senza i quali, di certo, non si può decidere.

Insomma, tutte le decisioni vanno valutate, per carità, però spesso sapere dove andare non è così facile. Per alcuni è addirittura troppo complicato.

Manager operativi ed imprenditori visionari.

Mi piace pensare che ogni realtà imprenditoriale debba essere trascinata da una mente visionaria e che, proprio da questo, derivi il termine “impresa”. E’ un concetto che ritengo fondante. Allo stesso modo sono i manager ad occuparsi dell’operatività, tracciando obiettivi e risultati in linea con le aspettative imprenditoriali.

Due mentalità distinte

Manager o Imprenditore?

Un imprenditore incapace di decidere la direzione della propria impresa si definisce Manager. La differenza tra un Manager ed Imprenditore è assoluta.

L' imprenditore

Fautore dell' idea imprenditoriale, è in grado di immaginare il futuro della propria attività, e perciò possiede una componente di irrazionalità molto importante.

Manager

Di mentalità tipicamente razionale traghetta l' impresa verso un obiettivo definito, vive ed opera oggi, concentrandosi sul presente.

Non fate lo sbaglio di scambiare l’ Imprenditore con la persona che dirige l’impresa. Forse è proprio questo che rende le imprese ferme, incapaci di vedere oltre.

Essere imprenditori è obiettivamente una questione “mentale”. Una caratteristica distintiva di persone che operano guardando al futuro. Operano andando oltre la quotidianità, e sanno scegliere in maniera equa e consapevole.

Nel mondo moderno tuttavia esistono imprenditori che non vogliono essere registi, ma solo attori principali.

Non riescono a delegare, non insegnano e non innovano ipotizzando siano gli altri a dover decidere la strategia, come se non fosse il proprio ruolo. L’ unica cosa che sanno fare é imporre propria presenza fisica, cosa che genera contrasti, e limitazioni alle responsabilità dei propri manager.

Se siete immobili agite sull' imprenditore.

In una impresa vincente le situazioni vengono affrontate, e si arriva sempre ad una decisione, per quanto possa essere difficile. Nelle altre aziende invece, dove per muovere un dito occorre indire una riunione, tre possono essere le cause alla base di ciò che accade…

Motivazione

L'Imprenditore è stanco di dare le linee guida e non ha più voglia di decidere. Di fatto non è più un imprenditore.

Strategia

I Manager discutono tra loro incapaci di definire una strategia comune.

Presenza

L'imprenditore "accentratore" è spesso assente, non utilizzando mai lo strumento della delega.

Non decidere può significare regredire.

Tutti i casi sono frutto di una gestione che definisco folle, in quanto deleteria per tutti, e per tutto.

Occorre ricordare che ogni impresa deve navigare e reagire, porgendo sempre l’orecchio verso ciò che è moderno, verso la novità, l’ innovazione e la passione. Se ogni volta decidere è un supplizio, e la vostra azienda rimane stagnante, il mio più sincero consiglio è quello di CAMBIARE BARCA, cercando porti più motivanti.

" Raramente cambierete l'impresa senza cambiare la mentalità dell' imprenditore. "

— Fadini Alessandro, Temporary Manager

Le aziende stagnanti soffrono inequivocabilmente la mancanza di una mentalità visionaria, capace di dirigere ed innovare. Brancolano nel buio della propria indecisione, sorpassate da una concorrenza che non esita a mettere la freccia in sorpasso.

Ci sono realtà che hanno bisogno di ritrovare il proprio Imprenditore, motivandolo, migliorandolo o forse addirittura sostituendolo. Al timone serve una mente proiettata al futuro, attenta, capace e decisionale, che sappia creare ed inventare ogni giorno la vera nuova impresa del domani.

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