Collaboratori ben pagati prendono e levano le ancore?

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Non è semplice spiegare ad un imprenditore “vecchio stampo” il motivo per il quale lavoratori ben retribuiti se ne vanno. E’ appunto la parola “vecchio stampo” che ci deve far riflettere.

I tempi sono cambiati, il progresso sta facendo il suo sporco lavoro. Tempo fa era sufficiente pagare bene le persone ed il collaboratore poteva essere anche torturato tutta la vita. Bastava avesse la possibilità di arrivare in grande stile alla fine del mese, ed eccolo sorridente.

Poi, negli ultimi anni, le cose sono cambiate. Le nuove generazione hanno introdotto una visione lavorativa che va oltre la mera razionalità dello stipendio. Si propaga ad un aspetto più ampio, distante da logiche pratiche ed economiche e che più si avvicina a temi quali Appartenenza e Spirito di squadra.

Non c’ era da meravigliarsi… ‘E il futuro!’ direbbe qualcuno. Sta di fatto che ormai stipendiare bene le persone è un plus importante, ma non è più TUTTO.

I bisogni del team.

Nell’ immagine qui sotto, I BISOGNI DEL TEAM, ho tentato di esprimere i valori personali ricercati da un collaboratore nel proprio luogo di lavoro. Non è semplice spiegare ad un imprenditore, magari un po’ in là negli anni, questo concetto.

E’ una novità, e soprattutto, è una cosa inaspettata. Era difficile immaginare, vent’ anni fa, che nel futuro le persone avrebbero ricercato nel lavoro la propria carica “motivazionale”, di natura prettamente irrazionale. Era più facile pensare che i giovani si sarebbero focalizzati esclusivamente nell’ accumulare ricchezza personale, tralasciando il resto.

I BISOGNI DEL TEAM racchiude l’ analisi obiettiva dei valori aziendali richiesti dal gruppo di lavoro. Ideato e realizzato da Fadini Alessandro.

E’ cambiato il contesto, e così la mentalità sociale. Oggi un giovane ventenne è ancora tutelato dai genitori, i quali spesso lo sostengono economicamente anche dopo la maggiore età. I giovani oggi hanno meno aspettative e meno ambizioni. Sono calate le nascite, i figli vanno a vivere da soli sempre più tardi e basta un telefonino e lo svago è assicurato. E’ logico che lo stipendio, per coloro che hanno meno impegni economici, abbia un valore più basso.

Se i collaboratori se ne vanno, sebbene ben pagati, è ora di tirare fuori il Leader.

E così, in un’ impresa nella quale le persone se ne vanno, attratte da aziende più “motivanti”, imprenditori e manager rimangono impotenti. Si ritrovano di fronte alla necessità di reinvestire tempo e denaro per formare nuovo personale, e così via. Si innesca una spirale difficile da sostenere, in quanto evidentemente incapace di produrre sviluppo e progresso.

In un modello del genere la quotidianità è caratterizzata da una forte propensione alla formazione, formazione che, se continua e ripetitiva, è causa di stress e di malcontento. Se invece, frustrati, manager ed imprenditori hanno la brillante idea di assumere personale di dubbie capacità operative, ecco il caos.

" Non possiamo pensare di avere colleghi felici solo perché diamo loro uno stipendio. Pagare non significa fare felici le persone, significa solo dar loro una retribuzione. "

— Fadini Alessandro, Temporary Manager

Interessante come, in una azienda nella quale le persone ricercano una spinta “irrazionale” serva, e servirà sempre più, una persona caratterizzata da una forte visione emotiva, caratteristica principe dello strumento primario per lo sviluppo aziendale… il Leader.

Saranno i Leader a guidare il futuro.

La figura del Leader, decantata da tutti, ma della quale si è capito poco, trova la propria natura proprio in questa fase. Egli ha lo scopo di  creare una “missione” motivazionale che serva da collante tra le necessità irrazionali del proprio team di lavoro. Senza tale missione l’ impresa vedrebbe persone spinte unicamente da un proprio interesse, che non è mai motore di crescita.

Ecco perché aziende di tutto il mondo oggi investono per sviluppare le famose “soft skills” nei propri collaboratori. E’ proprio l’ utilizzo di queste caratteristiche il primo motivo per rimanere in azienda, continuando ogni giorno a pensare, ad innovare, ed a creare.

Ma non ci si potrebbe accontentare di una buona busta paga?

Rimane assodato il fatto che, una volta raggiunta la propria sicurezza economica, i collaboratori comincino a cercare altro.
Ne parlerò nel prossimo articolo, tuttavia la piena soddisfazione del proprio piano razionale, prevede spesso il passaggio al successivo piano irrazionale.

E’ quello che, di rientro a casa alla sera, ci fa chiedere…

' Ma siamo veramente felici? '

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Fadini Alessandro

Sono nato respirando lo spirito imprenditoriale, in una famiglia che ha “fatto” la sua azienda da zero, ma il mio carattere è stato temprato da una crescita partita dalle radici.

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