Gli italiani furono protagonisti nel mondo, ma da allora, cosa si è perso?

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Vivendo a stretto contatto con la realtà produttiva non posso fare a meno di vedere come, il metodo Toyota, abbia in qualche modo migliorato il modo di fare impresa delle grandi aziende manifatturiere italiane.

Io, per quanto rispetti questi metodi, le ho sempre visti assolutamente necessari per le grandi realtà. Non posso però fare a meno di notare che in Italia, patria delle PMI, ancor prima dei giapponesi, serva il vero grande spirito italiano.

Le tecniche provenienti dal mondo orientale sono ormai ampiamente diffuse nelle realtà consolidate, dove hanno fortunatamente cambiato l’ approccio al mondo del lavoro. Esiste però ancora una grande fetta di bel paese che resta indifferente a certi temi, perché credo manchi ancora la base per poter creare la necessità di volersi migliorare.

Manca la voglia, manca il tempo, manca il motivo.

Mancano i Leader, non gli imprenditori.

La verità, per come la vedo io, è che nelle PMI manca ancora la figura che più di tutte deve essere dedita allo sviluppo ed all’organizzazione aziendale, ossia il Leader.

La carica di Leader, che dovrebbe generare innovazione, visione e benessere, nelle aziende “ridotte” è spesso affidata all’ imprenditore. Lo stesso tuttavia, prima ancora di pensare al “domani”, rimane sommerso dal “portare a casa” il quotidiano. E così, ignaro di cosa significhi per gli altri lavorare nella propria impresa, il mancato Leader vive la sua giornata tra debiti, conti, pagamenti, banche e forse, in ultima, la produzione.

Gli imprenditori devono diventare Leader

Il problema, al quale voglio provare a dare una banale soluzione, è quello di tentare di far capire all’imprenditore che egli, prima di essere tale, deve essere un Leader. E’ una differenza sostanziale. Essere a capo di una azienda è un conto, ma i ruoli e le mansioni cambiano se si parla di essere Leader.

Occorre inoltre chiarire che le persone in genere seguono i Leader, non gli imprenditori. Conosco lavoratori che decantano le gesta di colleghi lungimiranti, sentenziando poi sulle azioni del proprio datore di lavoro.

E’ così… ed è assolutamente normale.

Un MIR...

Un MIR pensa esclusivamente a portare a casa “la pagnotta”. Egli resta distante il più possibile dalla propria realtà produttiva, non esiste visione, zero innovazione e nessun tipo di empatia.

Un Leader...

Un Leader diffonde attraverso l’ esempio la mentalità aziendale, mirando ad un benessere diffuso, condiviso ed assodato. Parla per modelli, di futuro e di evoluzione.

Il passaggio da imprenditore a Leader

Creare un Leader è un lavoro difficile perché, se in Italia dite che ‘Voi siete il Leader della vostra azienda’, la persona davanti a voi si fa una grossa e grassa risata.

E’ difficile far capire alle persone che una attività è in sostanza la realizzazione di una mentalità vincente. Si fa sempre fatica a comprendere che non è tanto la persona a fare la differenza. Lo è cosa pensa, il sistema che costruisce, lo sono il metodo e l’ approccio.

I Leader, anche a livello mondiale, fanno la differenza per ciò che pensano. Le loro idee hanno generato poi le azioni che li hanno portati ad essere Leader. Erano Leader ancora prima di esserlo per gli altri. Leader nelle idee, non nei fatti.

Ma come passare da MIR a Leader?

Credo che la differenza sostanziale tra un Leader ed un MIR (Manager, Imprenditore, Responsabile) si debba ricercare in un concetto fondamentale, che non mi stancherò mai di ribadire…

‘I Leader hanno nella testa il benessere proprio ed altrui, i MIR no’

Nella testa di un Leader vige una regola sola, che poi si promuove a ciò che lo circonda.

AGISCO PER IL BENE COMUNE.

Per questo oggi le aziende italiane hanno bisogno di riscoprire i propri Leader, ancora prima di utilizzare le tecniche orientali targate Toyota. Abbiamo bisogno di Leader, e poi di organizzazione.

Sarà il Leader a guidare tutta la propria squadra alle tecniche Lean, perché necessarie per il benessere organizzativo della propria struttura imprenditoriale, non viceversa.

Si può trasformare un MIR in Leader?

Ci eravamo lasciati con un secchiello di vernice bianca e un pennello…’E ora, che si fa?’

Avete presente il vostro bel ufficio, dove il pc sembra essere l’ unica arma per gestire e migliorare la vostra realtà produttiva? Beh, se volete provare a migliorare le cose dovrete cercare con tutte le vostre forze di diventare VOI il Leader della vostra impresa. Per farlo basterà semplicemente recarsi dall’altra parte dello stabilimento produttivo, zona dove di solito alloggia il magazzino spedizione.

Spero per Voi non sia troppo lontano, perché sappiate che ve la dovete fare a piedi, e sappiate che non sarà l’ unica volta. Secchiello alla mano eccoci perciò al termine dello stabilimento, zona che magari visitate raramente.

Ora, se non siete timidi, e lo potete fare, consiglierei di prendere un’ area esterna, vicina alla vostra attuale posizione, e disegnare con la vernice un bel rettangolo. Una volta fatto inserirei al centro una bella “L”, che si veda.

 “L” come Leader, logicamente…

‘Di che dimensioni, dite?’

Ahn, beh… semplice…DELLA VOSTRA AUTO!

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