Un imprenditore capace sa quando è arrivato il momento di decidere.

Molto spesso capita, nella vita di un imprenditore, che si debbano fare delle scelte.

Esistono scelte difficili, altre banali, però la prerogativa importante è che un vero imprenditore, nel bene o nel male, è spesso chiamato a scegliere per il proprio bene e per quello altrui, ed è per propria natura, l’ unica persona che non può delegare la scelta e/o la responsabilità di tale scelte.

Sembra ovvio tuttavia, lo so per esperienza, molti colleghi fanno fatica a decidere ed anzi, quando possibile, cercano di non farlo perché forse, è molto più semplice “lasciare correre”, più che affrontare la questione.

Ecco perché, a mio avviso, nelle aziende di successo, spesso si diffonde una mentalità nella quale ‘Scegliere è normale’ e tutte le scelte spesso rispecchiano il carattere o il modello dell’ azienda stessa; esiste perciò un potere decisionale forte e diffuso, cosa che rende la vita lavorativa snella e flessibile, perché capace di generare leader che ‘Decidono e possono farlo’.

 

Scegliere non è mai facile, ma che alternativa abbiamo?

Un punto importante, sul quale occorre far luce, e come già detto in precedenti articoli, è che spesso si pensa che la scelta di posticipare possa in qualche modo aiutare. Niente di più falso. Le persone percepiscono l’ attesa, se non debitamente chiarita, come una mancanza di interesse.

Se ad esempio un collega sollecita un chiarimento, è evidente che posticipare la cosa senza motivo significa ‘Non sono interessato a dare quel chiarimento’.

Stessa cosa vale per le dimenticanze, o per tutte le situazioni in cui ‘Occorre decidere ma non si ha tempo per farlo’.

Un imprenditore capace sa che le richieste devono essere sempre valutate, analizzate, motivate, spiegate e chiarite, perciò è evidente che il tema del DECIDERE diventa vitale. Una azienda che posticipa è una azienda che non cresce, ed anzi, nel lungo periodo, essa è destinata a fallire.

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Ma come decidere nelle situazioni scottanti?

In una realtà imprenditoriale esistono molte situazioni in cui decidere diventa difficile perché si sa, o si percepisce, che…

‘Qualcuno se la prenderà!’.

Quando mi capitano personalmente queste situazioni ricordo con piacere questo fatto, realmente accaduto, e che mi ha visto protagonista all’epoca del servizio militare, mentre prestavo servizio nel Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.

Tutto cominciò in una notte di metà Settembre…

Il capitano mi chiese 'Andiamo?' Ed io andai...

Arrivammo a sirene spiegate davanti all’edificio, mentre una calca di curiosi seguiva a debita distanza l’ accaduto. Il tetto, o quello che ne rimaneva, lanciava alte fiamme in cielo, rischiarando la notte.

Quando il capitano mi chiese ‘Andiamo?’, subito non capii… o forse non volevo capire. Sì perché quando un edificio brucia, e pezzi di tetto cadono dal soffitto, di solito, tutto si può pensare tranne che ci sia da entrare.

Ma ci sono momenti nella vita in cui occorre decidere, e bisogna farlo subito.Cominciarono a circolare voci di un “disperso”, mentre indossavo il respiratore, la bombola, ed il caschetto… questo cambiava le cose.

 

Segui il comandante con la fiera determinazione di “fare qualcosa di giusto”, certo che ciò che stavo facendo, avrebbe potuto salvare una vita umana. Perlustrammo la casa come nei film americani, alla ricerca di qualcuno, che non trovammo… la casa era deserta, invasa da un fumo denso e da un calore intenso.

 

Per sua fortuna ritrovarono il disperso poco dopo. Se ne era andato appena avvertito il pericolo.

Scegliere bene è difficile, ma va fatto.

Ancora oggi ricordo il momento fatidico, in cui avrei potuto tirarmi indietro. Ma dipende sempre da cosa possiamo perdere. Quando i colleghi pretendono chiarezza, quando c’è qualcosa che si dovrebbe fare, mi chiedo sempre…

‘Cosa rischio di perdere?’

 

Nel mondo lavorativo l’ imprenditore menefreghista ha molto da perdere, in primis, importantissima, la stima dei propri collaboratori. E quando se ne vanno stima, rispetto e dedizione, ecco che la barca comincia a dare segni di cedimento, ecco che i rapporti cominciano ad incrinarsi.

 

Dipende sempre dal valore che attribuiamo agli altri, ed a quanto teniamo al bene della nostra azienda che passa, per certo, per il bene di chi ci lavora ogni giorno.

Possiamo far finta che le persone che collaborano con noi non siano “degne” di risposte immediate, ma rimane il fatto che esse percepiranno ciò che siamo, e di fatto sceglieranno aziende in cui si sentiranno, giustamente, più ascoltate.

Ecco perché ho sempre pensato che imprenditori, manager e responsabili di successo, abbiamo nella testa l’ idea che le persone con le quali collaborano attivamente abbiamo un “alto valore”. E per esse occorre decidere, nel bene o nel male, come di fronte ad un edificio in fiamme…

" Allora... vale la pena entrare? "

— Fadini Alessandro, Temporary Manager