La vita imprenditoriale rimane una scelta rischiosa.

Dallo schermo di un telefono cellulare il mondo di Linkedin appare come una bella vetrina appena rimessa a nuovo. Ci sono i motivatori, che apprezzo sinceramente, e ci sono le frasi motivazionali, che vanno bene per qualsiasi occasione. Poi ci sono le persone di successo, in ogni campo, con il loro carico di saggezza da condividere con il resto del pianeta.

Mai e poi mai, qualcuno che racconti storie di fallimento. Ed è strano, perché spesso le persone che si possono definire “di successo”, hanno spesso costruito la propria fortuna sulle capacità e sulla determinazione derivanti proprio da un fallimento… però, lo sappiamo bene, ammettere i propri errori non è proprio una qualità tipica dell’imprenditore medio.

Per ascoltare storie di vita vissuta, quella nella quale non devi cliccare ‘mi piace’, per intenderci, occorre vivere nel mondo reale.

E così, un giorno di alcuni mesi fa, in piena estate, io ed un mio caro amico partecipammo ad un evento imprenditoriale nel quale, al termine, un fu servita una cena leggera…mi servii al buffet e cercai un tavolo. Trovai posto accanto a tre distinti signori.

Poco dopo il signore accanto a me esordi…’E voi, cosa fate di bello nella vita??’ mi chiese…cominciammo a spiegargli in breve il nostro lavoro, ed a chiacchierare del più o del meno…‘E lei??’..chiesi…Cominciò a raccontarmi ciò che evidentemente aveva voglia di condividere…ci raccontò però una storia diversa da quella che mi aspettavo, perché di solito non sono abituato a sentirmi raccontare di fallimento, e di sconfitte, soprattutto in un evento così “mondano”…

 

Lui comunque continuò...

Lui comunque continuò… ci descrisse gli anni difficili, i periodi in cui tutto sembrava buio, i giorni passati a cercare un lavoro per i propri collaboratori, la sconfitta di dover rincorrere i clienti per essere pagato, fino alla chiusura dell’ attività, ed al declino di un sogno durato quarantanni.

‘Ci ho dedicato una vita’ mi disse, riprendendo a mangiare.

Lo guardai con ammirazione perché con certe persone non ci si può permettere altro. Di fronte all’ onestà di un imprenditore che ha dato tutto e all’ umiltà di voler condividere l’ accaduto con colleghi appena conosciuti, credo che la miglior risposta sia il rispetto. ‘Non deve essere stato facile’ gli dissi.

Smise di mangiare, incrociò le mani sotto il mento e fissò un punto imprecisato della sala, alla ricerca di immagini e ricordi forse assopiti. Mi rispose con un gesto simbolico della testa, mentre sembrava rivivere un mondo in cui tutto sembra finito.  Accade quando, tirando le somme di una vita, ti accorgi che ti manca qualcosa, forse tutto o forse niente. E così spostai l’argomento su altri temi, e fu una bella serata. Chiacchierammo di passioni, di gioventù e di tempi andati.

Dopo cena si alzò e ci salutò.

’Mi raccomando Alessandro!’ mi disse, e lo vidi scherzare con gli amici mentre il tramonto di una sera di mezza estate faceva da cornice ad un panorama costellato di verdi colline.

Prima di andarsene a suo modo mi aveva voluto mettere in guardia, credo che abbia voluto ricordarmi che la vita che abbiamo scelto può essere stupenda, ma può succedere che tutto finisca in un solo giorno. Dipende da noi, dipende da tutto, ma soprattutto…

" Dipende spesso da quanto conosciamo la sconfitta. "

— Fadini Alessandro, Temporary Manager