Se avessi sempre attribuito la colpa esclusivamente agli altri, oggi non sarei ciò che sono.

Però, devo ammetterlo, ci sono passato anch’ io…

Quando all’ inizio della mia carriera cominciai a gestire il reparto di produzione in azienda la mia priorità era trovare l’ errore, poi il colpevole. Ad ogni errore la mia stretta visione di imprenditore alla prime armi si concentrava essenzialmente sul capire perché un collaboratore aveva sbagliato un pezzo, un processo, o più semplicemente un concetto.

Una volta trovato l’ errore, ed il suo colpevole, eccomi in una riunione senza fine riguardante l’ importanza del “non sbagliare”,  condita da un misto di incredulità per un errore che si ripeteva per l’ ennesima volta, ed una frustrazione costante nel pensare che le cose non sarebbero mai potute cambiare.

Pensavo che gli ‘esseri umani sono umani’, e perciò l’ errore era da vedere semplicemente come parte del “progetto uomo”. E così passavo notti insonni a pensare a com’era possibile che certe cose accadessero, sognando un mondo in cui tutto filava liscio per almeno una settimana intera.

Proprio a questo punto della storia devo però rivelare quello che io credo sia un gran segreto, che penso faccia una grande differenza tra un imprenditore qualsiasi ed un imprenditore lungimirante…

" Mi sono sempre attribuito almeno il 50% della colpa! "

— Fadini Alessandro, Temporary Manager

Per farvi capire bene questo concetto è importante capire che sono sempre stato convinto che, ciò che ci accade, e che più in generale ci circonda, sia sempre il risultato di una propria scelta personale.

In ogni problema, ad ogni ostacolo, esistono persone che, non si sa come, ma non hanno mai nessuna colpa. Il problema non è loro, il danno non li tocca, non è a loro che si deve guardare se si cerca un colpevole… alzano le mani alla parola d’ ordine…‘Non l’ho fatto io’

L' anello debole della catena...

Io, diversamente da altri, ricercando l’ anello debole della catena, ho spesso trovato me stesso. Credo che sia una grande fortuna, perché l’ autocritica, per un imprenditore, è una qualità impagabile. E’ il motore fondamentale per la propria crescita personale. E’ l’ inizio di un percorso per trovare il modo di migliorare, e per sviluppare le proprie capacità sia tecniche che umane.

Quando anche oggi sento parlare di “qualcuno che ha sbagliato”, penso sempre a cosa posso fare per risolvere un guaio che in parte mi appartiene. Quando mi trovo in difficoltà, anche per mancanze altrui, il mio primo pensiero è quello chiedermi come avrei potuto risolvere la cosa, e dove ho mancato.

Ho sentito spesso responsabili o imprenditori raccontare storie scandalose che iniziano con ‘Sapessi cosa ha fatto quel tizio’, dimenticando che il proprio collaboratore è almeno per il 50% un propria responsabilità.

Siamo spesso cechi, oppure vogliamo esserlo, forse perché attribuirsi il problema è tutto tranne che comodo. E questo vale in ogni campo. Le persone che oggi si posso definire “di successo,” hanno basato la propria fortuna sul voler essere in prima persona artefici del proprio miglioramento.

Perciò, se accettate i consigli, sappiate che trovare il problema è il primo passo. Ma quando è ora di tirare le somme, e qualcuno sta cercando un colpevole, non vi resterà che alzare una mano… provateci.

Almeno per il 50%!