Così in una discussione si parlava della signora Meritocrazia.

Avete presente la Meritocrazia?? La conoscete no?! Ne avrete sentito parlare, magari…

La Sig.ra Meritocrazia è un personaggio strano, lo so bene. Soprattutto perché a questo mondo in tanti possono dire di conoscerla, ma solo pochi, veramente pochi, possono raccontare di averla mai vista e vissuta dal vivo.

Ricordatevi sempre che siamo in Italia, e che siamo un popolo con una gran voglia di risolvere i problemi, in qualsiasi maniera; ma quando si parla di Merito, quello che deriva dalle nostre capacità oggettive, è tutto molto più fumoso.

E mentre ascolto le parole di imprenditori lungimiranti, mi accorgo sempre più che in pochi hanno chiaro un concetto che io ho sempre dato per scontato, ossia che la Meritocrazia va valutata per risultato, mai per  l’ impegno.

La storia che mi sento raccontare è quella di una imprenditrice estremamente contenta dell’ impegno dei propri collaboratori sul lavoro. Aveva così realizzato un sistema in azienda meritocratico basato, appunto, sull’ impegno.

I risultati non li guarda nessuno?

A volte mi stupisco di quanto siamo italiani. A noi proprio il discorso Risultato sembra lontano anni luce. Resto allibito quando sento imprenditori che assegnano premi economici senza avere sotto mano parametri o dati oggettivi. Resto ancora più incredibilmente stupefatto quando lo stesso non è in minima parte vincolato al guadagno dell’ impresa stessa.

Mi sento raccontare… ‘E’ sempre al lavoro, dovrò per forza premiarla!’, oppure oscenità del tipo ’Ogni giorno diventa matta, devo riconoscerle un merito’

‘E' sempre al lavoro, dovrò per forza premiarla!’ 

… oppure…

’Ogni giorno diventa matta, devo per forza riconoscerle un merito!’

Io riscontro sempre una grossa difficoltà negli imprenditori a svincolarsi dal concetto di “collaboratore tuttofare”, per magari avvicinarsi al concetto di “analisi dei processi”. Preferiscono collaboratori che tentano di “morire” sul lavoro, invece di pensare di lavorare con metodo, e soprattutto con processi innovativi ed efficienti.

L’ unica cosa che un imprenditore può guadagnare dalla presenza costante di un proprio collaboratore al lavoro è, in primis, una bella montagna di stress per la persona che abbiamo affianco, alimentato, premiandolo, dal concetto…

‘Più sono in azienda più guadagno’

… che di solito è l’ antitesi del concetto…

Devo cambiare lavoro perché non riesco più ad andare avanti così!’

Il miglioramento.

Quello che sto cercando di dire è che se collaboratori ed imprenditori si concentrassero veramente sui processi, alleggerendo il proprio “carico quotidiano”, allora si potrà parlare concretamente di Meritocrazia.

Se una persona riesce a produrre più di altri, in un sistema ben definito, significa che sta utilizzando processi migliori, che danno migliori Risultati, e perciò va premiato.

Se un processo è migliorato significa che il guadagno aziendale è aumentato, e di conseguenza è assolutamente corretto premiare la persona meritevole. Sarà l’ imprenditore attento a divulgare poi il nuovo processo e renderlo “standard”, aumentando così’ l’ efficienza aziendale.

Presenza non significa efficienza.

Se invece premieremo la presenza dei collaboratori, otterremo solamente più presenza, che raramente è sintomo di efficienza.

Vogliamo essere sempre al lavoro o lavorare meglio?’

‘Vogliamo sviluppare le aziende o diventare schiavi delle nostre realtà?’

Altro tema importantissimo è la scelta di un criterio di meritocrazia basato su dati oggettivi e verificabili, frutto di un sistema analitico funzionale e trasparente… ma un attimo di pazienza, non posso certo svelarvi tutto subito!