Quando penso ‘Non posso fare quella cosa’ spesso sono subito tentato di dirlo… spesso. Poi invece ho imparato che quando sto per dire appunto ‘Mi dispiace ma non posso…’ mi devo trattenere almeno per due secondi. Giusto il tempo di pensare.

È una tecnica semplice, non ci vuole molto, tuttavia non è ancora diventata di moda.  E’ perché spesso utilizziamo questa frase solo per tenerci alla larga da ciò che veramente NON VOGLIAMO FARE.

Non posso

Abbiamo paura di essere giudicati

Dire ciò che si pensa e ciò che si vuole è una pratica tanto utilizzata da bambini, ma che poi si dimentica. Quando cresciamo dovremmo riuscire a razionalizzare le cose, a capire cosa vogliamo e cosa non vogliamo. Usando un po’ di empatia, dovremmo riuscire a capire come dire o come “non dire” le cose.

Certo che però, dire ‘Non posso’ evidentemente ci mette al riparo da mille accuse. Spesso ci si può sentire additati perché ciò che vogliamo non è condivisibile dagli altri. E così, per toglierci d’ impiccio, é meglio un bel ‘Non posso’, magari seguito da una fantomatica quanto inverificabile teoria.

Tutto questo bel discorso, che magari nel mondo reale serve per non perdere tempo con chi non potrà mai capire, nelle dinamiche aziendali è un vero dramma.

Se limitiamo le discussioni aziendali ad una semplice quanto mai banale frase “risolvi-problemi” è certo che non ci vorrà molto per attirarci l’ antipatia dei nostri collaboratori.

Avete mai provato durante una riunione a dire ‘Mi dispiace ma proprio non posso’, senza poi giustificare la cosa?. Fateci caso, noterete gli animi di chi vi è affianco abbattersi contro un muro di ostilità, come se a niente vi fosse soluzione.

Il vero problema è che se vogliamo risolvere i problemi assieme, dobbiamo anche essere pronti noi per primi a non utilizzare stratagemmi sbagliati, cessando la discussione. Mettersi in gioco, se lo vogliamo fare veramente, è un’ altra cosa.

Se volete parlare, e vi basta questo, non badate a questi consigli, ma se il vostro obiettivo è dire solo ciò che pensate, e come imprenditori sapete benissimo essere IL GIUSTO, andate avanti per la vostra strada, ovunque essa vi porti.

Tutti assieme...

Se avete deciso che i problemi non si risolvono da soli, ma in gruppo, abituatevi a ragionare in maniera pratica e concreta su ciò che è il vero nodo cruciale. Lasciate da parte gli atteggiamenti di chi vuole comandare e basta.

Lo dico perché sono stanco di vedere colleghi che pensano di avere al proprio fianco una grande squadra, zittendoli però ogni qualvolta si sentono attaccati. Per avere una squadra che ci supporta serve soprattutto un bel bagaglio di apertura mentale ed un altrettanto carico di comunicazione attiva.

E così, mettendosi in gioco, ed accettando il parere degli altri, forse si può ammettere che alla fin fine anche l’ imprenditore ha i suoi torti, i suoi timori, le sue ansie, anche se farà sempre fatica ad ammetterlo….

Almeno finché non sarà pronto a poter sbagliare!