Spesso la responsabilità non si vede, ma non è detto che non esista.

Da quando ho cominciato a far colloqui di assunzione o semplici riunioni con i nostri collaboratori, ho capito che ascoltare le persone è veramente molto utile.

Di solito gli imprenditori non fanno molta attenzione a questa fase. Dimenticano che le parole rappresentano una parte inconfutabile di ciò che ognuno di noi vede.

Per questo in riunione presto molta attenzione a quelle affermazioni che sono totalmente discordi da ciò che vedo e che penso. Ho un ricordo a tal proposito. Un po’ di tempo fa, durante una riunione con alcuni responsabili in produzione, esclamai…

Come?!

Si stava discutendo di Responsabilità, quella con la R maiuscola. E’ quella cosa che ognuno di noi riceve, spesso senza accorgersene, nel momento in cui scegliamo di dirigere, organizzare e supervisionare un qualsiasi processo e/o un team di persone. La frase che invece mi fece rabbrividire, una di quelle che si sentono spesso, era una del tipo ‘Ha sbagliato solo lui’.

Il caso era quello di un collaboratore che fa un errore, e il proprio responsabile attribuisce la “colpa” dell’errore solamente ad una svista del proprio collaboratore. Ricordo di averlo guardato dritto in faccia come quando da bambino qualcuno mi rubava l’ultima caramella rimasta nel vassoio.

Responsabilità

Penso che far capire alle persone che il proprio ruolo impone una scelta di responsabilità non è facile, e mi è capitato spesso di discutere su questo. Una scelta d questo tipo significa maggiori “oneri” e più pensieri (anche notturni), soprattutto nell’ ambito lavorativo.

Una paga maggiore significa spesso maggiore responsabilità, ma la responsabilità è sempre reale, mai immaginaria.

Per questo la retribuzione di solito è maggiore… solo per questo.

Dobbiamo imparare a “metterci la faccia”, anche quando l’errore non è nostro. Anche perché, che lo si voglia o meno, una parte di errore nostro lo è sempre, anche se è difficile ammetterlo.

Perciò quel giorno continuai su questo tema, cercando di far capire che il ruolo di un buon padre è quello di gestire, insegnare ed ammonire, ma soprattutto è quello di esserci anche quando non siamo noi i diretti interessati.

Credo sia proprio per questo che ci chiamano “Responsabili”

— Fadini Alessandro, Temporary Manager