Adoro correre, non disprezzo la solitudine, quando ci vuole, e soprattutto, ammiro con rispetto i tramonti silenziosi.

E così, un paio di sere fa, mi sono dedicato un po’ di jogging… giusto per ricordarmi di quanto sia importante la calma dopo la tempesta.

Correndo tra le piccole strade polverose della zona periferica del nostro paese, non si può che ammirare un paesaggio unico; il rosso della sera cerca di lasciare spazio ad un cielo stellato, mentre all’ orizzonte una distesa di campi coltivati, “fields of gold” li chiamerebbe Sting, fa da palcoscenico alle prime rondini appena tornate.

Poi, d’ un tratto, in lontananza, un auto mi viene incontro… gli autisti che si perdono sono sempre uguali. Rallentano ad ogni incrocio, guardano a destra e sinistra quasi fossero dei vigili urbani in un sabato sera romano, mentre il passeggero si esibisce in suggerimenti che spesso non hanno il minimo fondamento, puntando le dita verso direzioni improbabili!

‘Mi scusi’ mi dice, rallentando l’ auto.

E’ un signore distinto, sulla sessantina, accompagnato, immagino, dalla moglie.

‘Qualcuno si è perso?!’ gli rispondo.

Ridono entrambi, come non si aspettassero che qualcuno da lontano li stesse “analizzando”.

Non c’è bisogno di raccontare che la coppia stava cercando di raggiungere la nostra cara Verona, e di conseguenza indicai loro, per come potevo, la strada più veloce per arrivare in città.

E così l’ autista allargò le braccia sconsolato, una volta capito che si trovavano a circa venticinque chilometri dalla loro destinazione.

‘Ma scusi’ mi chiese, leggermente irritato, ’non esiste per caso una scorciatoia?’

Sorrisi…

…scorciatoie.

Prima di rispondere mi viene da pensare a quante volte, anch’ io nella mia vita, ho cercato delle scorciatoie… poi, per fortuna già dai primi anni di lavoro, ho capito che le stradine invisibili che pochi conoscono forse, in fondo in fondo, non sono mai esistite. Esistono invece le strade, quelle larghe, quelle piene di buche e di insidie, e colme di possibili errori.

Ecco cosa ho capito

Ho capito che per avere qualcosa bisogna rincorrerlo, sudarlo e crederci ogni giorno.

E se vogliamo creare un grande progetto dobbiamo lavorare, darci da fare, capire come gira il mondo e puntare dritto verso la meta.

Non esistono lavori in cui basta rimanere seduti a guardare il muro e diventi qualcuno… ciò che ognuno di noi ottiene è molto spesso il risultato di ciò che diamo.

‘E se vogliamo avere un bel fisico tonico, che si fa? pastiglie, bibite o pozioni?!’

Mi dispiace, non ci ho mai creduto e continuerò a farlo. Gli ingredienti principali, sul retro della confezione, parlano di duro lavoro, di costanza e di determinazione, come sempre.

E così guardai il signore pormi questa incredibile domanda e sorrisi al suo tentativo di evitare un bel ritardo con il destino… ’non penso’  gli risposi, ‘credo che non le sia rimasto che godersi il viaggio!’