Lavorare senza motivazione o entusiasmo è un duro lavoro. Forse meglio cambiare aria.

‘Là ci trattano come numeri’ mi disse un giorno, con voce avvilita, un ragazzo venuto a fare un colloquio per cercare una nuova occupazione. In quelle parole rividi una grossa fetta di lavoratori abituati a far passare il tempo, guardando che il sole cali lentamente all’ orizzonte.

Vivono come se quello che essi fanno ogni giorno non sia qualcosa di utile, ma solo un obbligo, spesso dettato più dai debiti bancari che dalla voglia di portare avanti un progetto comune. Ed allora mi chiedo ‘Ma perché occorre arrivare a tanto?’ e soprattutto

" Quanto è difficile arrivare a sera in questa maniera? "

— Fadini Alessandro, Temporary Manager

Si perché, diciamoci la verità, starsene tutto il giorno a lamentarsi, contraddicendo continuamente il diretto responsabile di turno, e riuscire anche a fare i conti con una vita familiare da portare avanti, ‘Non è che sia proprio il massimo della vita!’

E di contro, mettendosi nei panni di un manager o di imprenditore qualsiasi, non è che andare a lavorare con persone malcontente, sia proprio una grande soddisfazione… se vogliamo dirla tutta.

La Motivazione...

Il problema è sempre quello, ed è il motivo per il quale un lavoro, anche banale, può sembrare il lavoro più bello del mondo, ossia la Motivazione.

Eccola lì, la tanto decantata Motivazione… che sarebbe poi quella piccola cosa che ci fa alzare ogni giorno con la voglia e la determinazione di darsi da fare anche oggi, con il sorriso magari, e con quel pizzico di positività in più che, se lo vogliamo, diventa anche contagiosa. La verità, o almeno la mia verità, è che in Italia, alla parola Motivazione non sia data tanta importanza.

Le persone motivate le distingui subito.

D’ altronde è logico. Già nel nostro bel paese facciamo fatica a dare importanza alla parola Lavoratori, figuriamoci pensare alla motivazione dei lavoratori… ‘Sarebbe chiedere troppo!’

Ed invece sta di fatto che le persone più ostinate e che sul lavoro si danno da fare più di altri, arrivano dove devono arrivare. Si distinguono dalla massa, non solo per la loro positività, ma anche per la determinazione che le guida costantemente.

Io mi sono chiesto più volte da dove arrivi questa strana Motivazione, e devo dire che qui le strade si dividono. Si dividono perché ho scoperto che le persone vedono la cosa in maniera diametralmente opposta.

C’è il collaboratore che ritiene che la Motivazione vada cercata dentro se stessi, come una cosa innata, e che la si possa ritrovare anche nelle mansioni più banali e nei lavori più logoranti.

Altri ritengono che la Motivazione dei propri collaboratori debba essere creata e sviluppata dall’ imprenditore, o dal responsabile diretto. Una forma di sistema per poter dare ai propri colleghi la voglia di partecipare ogni giorno al progetto fondante dell’ azienda stessa.

Io, come al solito, analizzando la cosa, credo che la Motivazione sia un sottile equilibro che va stabilito tra collaboratore ed imprenditore. Credo sia importante che entrambe le figure in gioco “collaborino” per avere la Motivazione giusta per andare avanti ogni giorno, sapendo che la Motivazione di entrambi è fondamentale.

Non posso pensare che un lavoratore voglia dare il massimo se non è motivato. Tanto meno un imprenditore non riuscirà ad essere ottimista con un gruppo di colleghi scontenti.

Proprio per questo di fronte a certe affermazioni, la risposta che mi viene da porre potrebbe essere… ‘Ma tu che cosa fai per non essere trattato come un numero?’

Poi di contro ci si potrebbe porre una seconda domanda

'Quando è stata l‘ ultima volta che ti sei sentito motivato al lavoro?'

— Fadini Alessandro, Temporary Manager

D’ altra parte è così, le persone demotivate cambiano lavoro, prima o poi, e gli imprenditori demotivanti chiudono baracca, prima o poi, perciò, nell’ ottica di un miglioramento per entrambe le parti, occorrerebbero solo un lavoratore molto intelligente ed un imprenditore molto attento a certe tematiche, che si sa, almeno in Italia, oggi sembrano l’ ultimo dei nostri problemi…nel frattempo rimane una sola regola, come disse Theodore Roosevelt