E’ nel momento del bisogno che si vedono i fornitori migliori.

Alle 8 di mattina cominciano le telefonate interne in azienda. C’è un collaboratore che ha bisogno di un chiarimento, un fornitore a cui serve una specifica tecnica, e poi, stranamente, proprio ad inizio giornata… la telefonata che non ti aspetti.

‘Salve Alessandro, oggi ho bisogno del suo aiuto’ mi disse un giorno un nostro cliente. Aveva la voce già provata, per essere passate da poco le 8 di quel martedì mattina, il che preannunciava una giornata intensa.

La telefonata continuò con l’ interlocutore che mi raccontò di un suo disguido tecnico/logistico per il quale, mollando tutto ciò che stavo facendo, avremmo dovuto eseguire una importante commessa la mattina stessa. Dovevamo consegnare la merce proprio in quel primo pomeriggio.

‘Solo lei mi può aiutare!’ continuò la voce dall’ altra parte della cornetta.

‘Non ho alternative’ mi disse, supplicandomi di dare ascolto alla sua richiesta in quanto, sebbene cosciente del fatto che avrei dovuto cambiare i piani di una intera azienda. L’ impellente necessità di risolvere un proprio problema non dava che una unica soluzione; avremmo dovuto produrre il materiale del cliente appena questo fosse entrato in azienda.

Metteteci il cuore ogni tanto...

Ora, per dare ancora più chiarezza alla storia, ci tengo a due precisazioni importanti.

La prima è che credo che ammettere i propri sbagli sia un gesto di grande umiltà, che merita, per tali persone, un trattamento riservato.

La seconda è che sono ancora convinto che dare una mano ad un cliente in difficoltà sia, al di fuori di ogni ragionevole dubbio, una scelta più di cuore che di portafoglio.

E’ naturale che occorre valutare se esiste la possibilità di aiutare un cliente in queste situazioni, per ciò, dopo attente analisi, decisi che oggi potevamo aiutare qualcuno, oggi sarebbe stato il giorno giusto per tendere una mano a chi, come può capitare anche a noi, si trova in una situazione complicata e deve trovare il modo di portare a casa la pelle.

E’ così la consegna andò a buon fine. Il cliente riuscì a non bloccare la sua produzione, il materiale venne caricato oltre il normale orario di lavoro. Tutti coloro che parteciparono all’ impresa concordarono sul fatto che sarebbe stato un piacere risolvere anche questa urgenza; tutti capirono i bisogni del nostro cliente che era sempre stato puntuale e rispettoso nei nostri confronti.

Ma d’ altra parte non c’ è da stupirsi che ormai il rapporto cliente/fornitore stia cambiando.

" Il rapporto cliente/fornitore è cambiato. Sarà una fortuna, per alcuni, e l' inizio della fine per altri. "

— Fadini Alessandro, Temporary Manager

Il nuovo rapporto tra cliente e fornitore.

Anni fa il cliente ordinava, il fornitore forniva, punto e basta. Adesso invece le cose sono cambiate e cambieranno ancora. Oggi acquirente e fornitore entrano in una nuova visione amplificata, dove entrambi lavorano attivamente per portare avanti una collaborazione vantaggiosa da ambo le parti, lo vediamo ogni giorno…

Oggi il cliente ha bisogno di attenzioni, vuole di un servizio che faccia la differenza, di un partner paziente e, perché no, anche di qualcuno che lo aiuti nelle situazioni difficoltose. Comunque sia dopo due/tre giorni, arrivarono i ringraziamenti del nostro cliente, e per un minuto, potei assaporare la concreta serenità di aver fatto qualcosa di veramente buono; è normale, ma non è così scontato.

Avere dei clienti che valorizzano il proprio lavoro e riconoscono le competenze altrui è di per sé un grande vanto; e noi, che abbiamo dei grandi clienti, ogni tanto ci prendiamo anche delle grandi soddisfazioni.